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giovedì 31 gennaio 2013

[Recensendo]: "LA LEGGENDA DEL DRAGO D’ARGENTO"-PAOLO MASSIMO NERI



Ciao ragazzi, 
oggi con estremo piacere, vi presento un autore emergente PAOLO MASSIMO NERI! Sono davvero molto contenta di aver avuto l'opportunità di poter leggere il suo primo romanzo e di aver avuto la possibilità di recensirlo per voi! Lo ringrazio moltissimo per la sua disponibilità e spero che la recensione sia di suo e di vostro gradimento! Buona lettura!


LA LEGGENDA DEL DRAGO D’ARGENTO-PAOLO MASSIMO NERI

-TITOLO: LA LEGENDA DEL DRAGO D’ARGENTO.LA SPADA NERA
-AUTORE:PAOLO MASSIMO NERI
-CASA EDITRICE: AUTOPUBBLICATO
-PAGINE: 470
 -PREZZO: 16,64 euro cartaceo, 2,99 euro formato ebook http://www.amazon.it/Leggenda-del-Drago-dArgento-ebook/dp/B008CT1EG0


SINOSSI:

“La porta si aprì lentamente e sulla soglia comparve un uomo senza un occhio e dai lunghi capelli grigi”. Egli è Guyl Dosberg, detto Ferrobraccio, ex cavaliere, incaricato da suo figlio Gaelmn con una misteriosa lettera di allenare il nipote Koddrey, per il suo futuro di cavaliere presso la Scuola di Spada di Willysberg. Di lì ha inizio l’avventura, il percorso di crescita del ragazzo alla costante ricerca delle sue oscure origini. Egli incontrerà strane creature e strani manufatti, ma scoprirà anche valori importanti come l’amicizia e lo spirito di sacrificio. Conoscerà la morte e il male che dovrà fronteggiare, insieme ai suoi amici e a un potere sconosciuto. Un’eredità pesante e un’esperienza importante lo costringeranno a maturare in fretta per sopravvivere. Senza rendersene conto, egli inizierà un cammino costellato di delusioni, riflessioni, emozioni, legami di sangue, intrighi, menzogne, personaggi misteriosi, ma anche di colpi di scena, di confronti, alla ricerca della propria identità senza arrendersi alle avversità. Per se stesso e per gli altri. Fino alla verità.

RECENSIONE:

Mi trovo qui oggi, per parlarvi del romanzo d’esordio di un giovane autore, Paolo Massimo Neri che, è uno pseudonimo. Il suo romanzo si chiama: “La leggenda del drago d’argento-La spada nera” è solo il primo di una serie di libri dallo stile fantasy-thriller, infatti sono a conoscenza del fatto che stia scrivendo in questo momento il secondo capitolo, ovvero: “La leggenda del drago d’argento: Garudall”.

La narrazione tratta della giovinezza del protagonista, un ragazzo di nome Koddrey Dosberg, anche denominato Kody, cresciuto con gli zii dopo la morte dei suoi genitori, una volta che il nonno scopre dell’esistenza di suo nipote, lo prende con se. Il nonno del ragazzo non è un vecchietto qualunque ma, bensì Guyl Dosberg, denominato “Ferrobraccio”, in quanto era stato un grande avventuriero ed un valoroso cavaliere. Ormai in pensione, Guyl decide di insegnare l’arte della spada a Kody, in modo tale che, il ragazzo avrebbe potuto in futuro frequentare la scuola di spada di Willysberg. Kody incontrerà poi Teela, figlia del locandiere denominato Huggy Folz o “Doppialama” che, è un grandissimo amico di nonno Guyl, questo incontro con la ragazza sarà particolarmente importante in quanto, lei diverrà presto la sua compagna di avventure. Partirà molto presto per il castello di Willysberg, dove farà numerose e nuove amicizie, incontrerà parenti di cui non sapeva nemmeno l’esistenza e quindi riuscirà, volente o nolente a ricostruire il suo passato. Saremo vicini al ragazzo in tutto il suo percorso di crescita, un viaggio in cui conoscerà meglio se stesso e in cui verranno alla luce segreti inattesi.

Ho scelto di non dirvi di più, in quanto non sono solita fare spoiler e soprattutto, non vorrei rovinarvi la lettura di questo romanzo!

Un libro scritto in maniera impeccabile, molto semplice, diretto. La prima parte del romanzo, può forse apparire poco fluida ma, io penso che sia dovuta al fatto che essendo un primo romanzo bisogna introdurre molti nuovi concetti mentre, la seconda parte risulta di una fluidità disarmante, le pagine scorrono come il vento. Essendo una grande amante del fantasy, ho davvero molto apprezzato il fatto che l’autore si mantenga sulla scia classica del genere, essendo comunque completamente originale nella sua narrazione. Grande pregio dell’autore è infatti l’immenso panorama letterario che, possiede, riusciamo a cogliere questo fattore in tutto il romanzo. Tutto il libro risulta ben amalgamato, un insieme di piccoli colpi di scena che si inseriscono a momenti ricchi di emozioni. Grande punto di forza del romanzo è la crescita di Kody, noi ne seguiamo ogni sfaccettatura questo, ci porta a vedere la realtà nella sua integrità e soprattutto riesce ad aprirci gli occhi sulle vere emozioni della vita.

Un romanzo che mi permetto di dire, curato in ogni particolare con molta attenzione, per essere il primo scritto di un giovane autore rimango positivamente molto sorpresa, lo trovo curato stilisticamente, semplice ma allo stesso tempo ricco. Per quanto riguarda il contenuto, lo trovo originale, dotato di una struttura ben delineata per tutto il romanzo e soprattutto coerente. Detto ciò, lo consiglio assolutamente a tutti gli amanti del genere in quanto, trovo che sia una bellissima scoperta e, rimango certa del fatto che non rimarrete assolutamente delusi da questa lettura!



domenica 27 gennaio 2013

[Recensendo]: "Le Nebbie di Avalon"-Marion Zimmer Bradley


LE NEBBIE DI AVALON-MARION ZIMMER BRADLEY

-Titolo: Le nebbie di Avalon
-Autore: Marion Zimmer Bradley
-Casa Editrice: i grandi TEA
-Data di Pubblicazione: 1982
-Pagine: 654
-Prezzo: 12.00 euro





TRAMA:

Vi fu un'epoca in cui le porte tra i mondi fluttuavano con le nebbie e si aprivano al volere del viaggiatore. Di là dal regno del reale si schiudevano allora luoghi segreti e incantati, siti arcani che sfuggivano alle leggi di Natura e si sottraevano al dominio del Tempo, territori favolosi dove le più strane e ammalianti creature parlavano lingue oggi sconosciute, avevano gesti, modi e riti oggi indecifrabili; dove nessuna cosa era identica a se stessa, ma poteva mutarsi ogni istante in un'altra. Con l'andar del tempo, però, "reale" e "immaginario" entrarono in netto contrasto. Allora come oggi, furono le donne a fare da mediatrici. Morgana, Igraine, Viviana conoscevano il modo per far schiudere le nebbie e penetrare nel magico regno di Avalon...

RECENSIONE:

Oggi vi parlo di un libro che sognavo di leggere da moltissimo tempo e che, mi è stato regalato per Natale da una persona per me super speciale! Il romanzo in questione è appunto “Le Nebbie di Avalon” di Marion Zimmer Bradley, romanzo che può esser letto autonomamente seppur faccia parte di un ciclo narrativo denominato “Il ciclo di Avalon”.
Protagonista del romanzo è Morgana, seppur fonte di ispirazione e base della narrazione siano le gesta di Re Artù. Il romanzo è suddiviso in 4 parti, anch’esse suddivise in capitoli. Inizia il racconto con un monologo di Morgana in persona, la quale narrerà in diversi tempi le varie vicissitudini che la accompagneranno. Protagonista della prima parte è Igraine, la madre di Morgana. Igraine, figlia di Merlino e sorella della Dama del Lago, Viviana, era stata iniziata al culto della Dea e possedeva la Vista, essendo capace quindi di compiere magie, desidererà poi allontanarsi dalla magia ed abbandonarsi alla fede cristiana del marito Garlois, a cui era andata in sposa.
Vedremo raccontata tutta la storia di questa donna fino alla nascita di Gwidion, ovvero colui che diverrà Re Artù, figlio dell’unione di Igraine e Uter Pendragon, il quale aveva preso il posto del vero padre di Morgana, Garlois, caduto in battaglia.
Morgana, dopo alcuni anni venne affidata a Viviana, le due torneranno sull’isola di Avalon, dove la ragazza poté essere iniziata al culto della Dea per diventare sacerdotessa. Tutto ebbe inizio dopo i Fuochi di Beltane, un antico culto celtico in cui, il giovane Re Cervo si unisce alla sacerdotessa, quest’evento avrà un importanza direi quasi fondamentale per le conseguenze che avverranno, ma non vi svelo altro per non rovinarvi il gusto della storia….
Grande forza del romanzo, è la centralità femminile, ho quindi apprezzato enormemente la figura di Morgana, in quanto è sempre stata additata come strega cattiva e gelosa, mentre in questo romanzo le si da la luce che le spetta. Morgana in questo libro è una donna che è costretta a soffrire, a rinunciare a tutto, come all’amore e all’essere madre per qualcosa di più grande ed immenso. L’autrice ha compiuto un lavoro straordinario in quanto è riuscita a dipingerla in un modo umano, mettendo in luce le sue qualità e le sue fragilità.
Personaggio molto particolare è anche Ginevra, dipinto come cristiana e combattuta aspramente tra l’amore per Lancillotto e Artu in quanto sovrana. C’è poi Viviana, una donna senza scrupoli, che è sempre pronta ad ottenere in qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo ciò che brama, l’ho odiata davvero per i suoi modi di fare, in maniera quasi spietata. Altro personaggio importante è Morguase, sorella minore di Igraine Viviana, quindi zia di Morgana, una donna che diventerà affascinante e che grazie a questo avrà molta importanza anche sul marito Lot.
Ho apprezzato veramente moltissimo lo stile e il linguaggio usato dalla Bradley,ricco, pregno di significato, dialoghi, allo stesso tempo l’ho trovato molto complesso e ricercato, per questo non è una lettura leggera e scorrevole ma, bensì ha bisogno di essere compresa e necessita di molta attenzione.
Ho davvero amato questo libro e questa autrice, quindi cercherò nel più breve periodo di tempo di reperire altri suoi romanzi, la consiglio moltissimo a tutti gli amanti del genere perché sono sicura che vi piacerà immensamente e ne rimarrete stupitissimi!

VOTO:5/5




lunedì 14 gennaio 2013

Recensendo: “TRILOGIA DI NEW YORK”-PAUL AUSTER


“TRILOGIA DI NEW YORK”-PAUL AUSTER

-Titolo: Trilogia di New York
-Autore: Paul Auster
-Casa Editrice: Einaudi
-Data di Pubblicazione: 1985
-Pagine: 314
-Prezzo: 12.00 euro



SINOSSI:

Città di vetro. Nel cuore della notte di una New York silente e allucinata, Daniel Quinn, autore di romanzi polizieschi, riceve una telefonata da uno sconosciuto che lo ha scambiato per l’investigatore Paul Auster. Indossati gli affascinanti panni di quest’ultimo, Quinn decide di incontrare il suo misterioso interlocutore. Peter Stillman, questo il nome dell’uomo, è un individuo dal passato torvo: dopo la morte della madre, il padre, ossessionato dalla ricerca del linguaggio primigenio, lo tenne segregato in casa sua nascondendolo agli occhi del mondo e impedendogli ogni contatto con l’esterno, fino quando la vicenda non venne casualmente scoperta e il carceriere arrestato. Adesso che il padre ha scontato la galera, Peter e sua moglie affidano al falso Auster il compito di pedinarlo per evitare qualsivoglia forma di vendetta e scoprire quali piani nasconde. 

Fantasmi. L’investigatore Blue viene incaricato dal suo capo, il fantomatico White, di mettersi sulle tracce del misterioso Black e spiare pedissequamente ogni passaggio della sua vita. Stabilitosi nell’appartamento frontale a quello di Black con l’intenzione di svelarne le mosse, Blue finirà per perdersi nell’ossessione della scoperta della verità, smarrendo in tal maniera ogni contatto con la realtà e scoprendo in ultima analisi la labilità del confine che separa l’essere cacciatore dall’essere preda.

La stanza chiusa. Nel placido scorrere di un’esistenza monotona, lo scrittore protagonista di questa storia viene contattato dalla moglie del vecchio amico Fanshawe, scomparso misteriosamente anni prima, affinché decida cosa fare del voluminoso materiale scritto che l’uomo ha lasciato alla donna, come da quest’ultimo espressamente richiesto prima della sua scomparsa. Attraverso i manoscritti dell’amico, lo scrittore ricostruirà i passaggi sconnessi di un’esistenza sopra le righe, fino a calarsi ossessivamente nei panni di Fanshawe con l’intenzione di iniziarne la ricerca. Ma l’arrivo inaspettato di una lettera da parte di quest’ultimo rimette tutto in bilico.


RECENSIONE:

Questo libro, contiene tre storie: Città di vetro, Fantasmi e La stanza chiusa che, hanno in comune un mistero da risolvere e un detective, investigatore privato che agisce.

In Città di Vetro, il protagonista è Quinn, scrittore di storie di detective che, vive sotto uno pseudonimo e che arriverà ad annientare se stesso per desiderare la vita dei protagonisti dei suoi romanzi. Quinn riceverà una chiamata da un uomo che sbaglia numero di telefono e che, lo crede un investigatore privato, qui Quinn vedrà la svolta della sua vita e una decisione che non deve lasciarsi scappare per cambiare la sua esistenza. Inizierà da qui in poi, un viaggio molto introspettivo, nel quale lui verrà completamente catturato e, ne uscirà totalmente diverso…

Nella seconda storia, Fantasmi, Blue è un detective di professione che su commissione di White deve spiare un uomo che si chiama Black. Il lavoro che, sarà molto difficile e pericoloso, aiuterà Blue a conoscere meglio se stesso, vedendosi molto nell’uomo che sta spiando arriverà poi a capire che anche lui, a sua volta è spiato. Anche in questo racconto ritroviamo sotto forma di detective story una storia che come tema di base ha la ricerca dell’introspezione….

Nell’ultimo racconto, La stanza chiusa, si racconta la storia di un uomo che si trova a dover sistemare le opere scritte da un vecchio amico e decidere se farle pubblicare oppure no. Quando poi, la moglie di questo suo amico lo contatterà, si ritroverà a vivere la vita dell’amico che, ormai non c’è più, desiderando allo stesso momento di liberarsi di lui e dell’influenza che lui, anche se da scomparso, continua ad avere sulla sua vita.

I racconti hanno in comune la città di New York, in cui sono ambientate, luogo in cui in tutti e tre le storie i personaggi indagano in loro stessi. Non è una raccolta di storie poliziesche, bensì il poliziesco è solo un pretesto per indagare nei lati più reconditi e sordidi di noi stessi. Queste tre storie, non sono altro che un percorso, l’incarico di detective, il coinvolgimento nella realtà totale fino al tragico epilogo oppure la svolta.
Il finale è un finale aperto, come l’interpretazione delle singole storie, i quanto anche l’autore ci dice che non esiste una verità ermeneutica ed assoluta!
Un libro fantastico che, ognuno di noi dovrebbe leggere per arrivare a capire di più su se stesso… consigliatissimo!

VOTO:5/5

Recensendo: “MOSHI MOSHI”-BANANA YOSHIMOTO


“MOSHI MOSHI”-BANANA YOSHIMOTO

-Titolo: Moshi Moshi
-Autore: Banana Yoshimoto
-Casa Editrice:Feltrinelli-collana Narratori
-Data di Pubblicazione: 2012
-Pagine:206
-Prezzo:13,00 euro




“Non sono che una bambina, mi piace quando i ragionamenti seguono una logica perfetta, ma so che non sempre le persone restano uguali sino alla fine.”


TRAMA:

Dopo aver perso il padre in quello che ha tutta l'aria di essere stato un doppio suicidio d'amore, Yoshie si trasferisce dalla sua casa di Meguro a un minuscolo e vecchio appartamento a Shimokitazawa, un quartiere di Tokyo famoso per le sue stradine chiuse al traffico, i ristoranti, i negozietti, nonché meta degli alternativi della capitale. Qui Yoshie spera, aiutata dall'atmosfera vivace, di superare il dolore e dare una nuova direzione alla sua vita.Un giorno, però, sua madre le si presenta a casa all'improvviso con una borsa Birkin di Hermès e qualche sacchetto. Inizia così una bizzarra convivenza che unisce le due donne lungo il percorso di elaborazione del lutto che le ha colpite, le pone di fronte a verità inaspettate, le aiuta a scorgere fiochi lumi di speranza nel buio di una quotidianità ferita. Moshi moshi - "pronto" al telefono - è il racconto di una rinascita, la favola delicata e struggente della vita di un quartiere, la storia di una madre, di una figlia, di un grande dolore e di qualche piccola felicità inattesa.

RECENSIONE:

“Moshi Moshi”, così si salutano i giapponesi al telefono, titolo di quest’ultimo romanzo di Banana Yoshimoto. Protagoniste della vicenda sono due donne, madre e figlia che, improvvisamente soffrono e si disperano per la morte del padre e del marito. Trovato morto suicida con una donna sconosciuta in una foresta, questo è tutto quello che si sa sulla morte del padre di Yoshie, la figlia dello scomparso.
Per le due donne è uno shock, il tradimento e la scomparsa di una persona cara, sarà un dolore profondo da cui le due donne faticheranno a risollevarsi. Passato un anno dall’incidente del padre, Yoshie, la figlia, decide di abbandonare la casa dei genitori ed andare a vivere in un piccolo appartamento del quartiere di Shimokitazawa per dedicarsi al suo lavoro. Lavorerà infatti in un ristorante, portando avanti la sua passione per la cucina ed insieme alla nuova casa e all’incontro con un coetaneo, ruscirà ad avere l’impressione di essersi ripresa del tutto dallo shock subìto.
Un giorno, all’improvviso, sua madre torna nella sua vita e le chiede di poter abitare con lei, una decisione difficile per la ragazza date le scarse dimensioni della casa ma tuttavia accetta la madre che, è ancora troppo fragile per poter vivere da sola.
Le due donne, poco a poco torneranno a vivere quasi tranquillamente, con il tempo il dolore sembra affievolirsi e progettano entrambe il loro futuro. Per una volta, le cose sembrano andare bene,anche se appena Yoshie si addormenta sogna il padre che prova a chiamarla dicendo: “Moshi moshi”, e comincia ad affligersi, pensando che l’uomo volesse chiamarla prima di morire e che non ci fosse mai riuscito…

Un romanzo di una sensibilità disarmante che, come sempre è tratto distintivo dell’autrice. Una storia semplicemente scritta, molto delicata ed allo stesso tempo intensa quasi da far male. Descrive una storia che, è un intreccio di vicende famigliari e sentimenti, emozioni umane complesse. Uno stile di scrittura semplice, pacato, tranquillo, molto scorrevole che, ci ricorda che nessuno conosce veramente chi ha di fronte anche se lo conosce da molto tempo… Un romanzo che ci fa riflettere sulle piccole e sulle grandi cose della vita, sulla gioia e sul dolore. Una splendida Banana Yoshimoto, come sempre che, non riesce mai a deludere il suo pubblico.

VOTO:4/5

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