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lunedì 14 gennaio 2013

Recensendo: “MOSHI MOSHI”-BANANA YOSHIMOTO


“MOSHI MOSHI”-BANANA YOSHIMOTO

-Titolo: Moshi Moshi
-Autore: Banana Yoshimoto
-Casa Editrice:Feltrinelli-collana Narratori
-Data di Pubblicazione: 2012
-Pagine:206
-Prezzo:13,00 euro




“Non sono che una bambina, mi piace quando i ragionamenti seguono una logica perfetta, ma so che non sempre le persone restano uguali sino alla fine.”


TRAMA:

Dopo aver perso il padre in quello che ha tutta l'aria di essere stato un doppio suicidio d'amore, Yoshie si trasferisce dalla sua casa di Meguro a un minuscolo e vecchio appartamento a Shimokitazawa, un quartiere di Tokyo famoso per le sue stradine chiuse al traffico, i ristoranti, i negozietti, nonché meta degli alternativi della capitale. Qui Yoshie spera, aiutata dall'atmosfera vivace, di superare il dolore e dare una nuova direzione alla sua vita.Un giorno, però, sua madre le si presenta a casa all'improvviso con una borsa Birkin di Hermès e qualche sacchetto. Inizia così una bizzarra convivenza che unisce le due donne lungo il percorso di elaborazione del lutto che le ha colpite, le pone di fronte a verità inaspettate, le aiuta a scorgere fiochi lumi di speranza nel buio di una quotidianità ferita. Moshi moshi - "pronto" al telefono - è il racconto di una rinascita, la favola delicata e struggente della vita di un quartiere, la storia di una madre, di una figlia, di un grande dolore e di qualche piccola felicità inattesa.

RECENSIONE:

“Moshi Moshi”, così si salutano i giapponesi al telefono, titolo di quest’ultimo romanzo di Banana Yoshimoto. Protagoniste della vicenda sono due donne, madre e figlia che, improvvisamente soffrono e si disperano per la morte del padre e del marito. Trovato morto suicida con una donna sconosciuta in una foresta, questo è tutto quello che si sa sulla morte del padre di Yoshie, la figlia dello scomparso.
Per le due donne è uno shock, il tradimento e la scomparsa di una persona cara, sarà un dolore profondo da cui le due donne faticheranno a risollevarsi. Passato un anno dall’incidente del padre, Yoshie, la figlia, decide di abbandonare la casa dei genitori ed andare a vivere in un piccolo appartamento del quartiere di Shimokitazawa per dedicarsi al suo lavoro. Lavorerà infatti in un ristorante, portando avanti la sua passione per la cucina ed insieme alla nuova casa e all’incontro con un coetaneo, ruscirà ad avere l’impressione di essersi ripresa del tutto dallo shock subìto.
Un giorno, all’improvviso, sua madre torna nella sua vita e le chiede di poter abitare con lei, una decisione difficile per la ragazza date le scarse dimensioni della casa ma tuttavia accetta la madre che, è ancora troppo fragile per poter vivere da sola.
Le due donne, poco a poco torneranno a vivere quasi tranquillamente, con il tempo il dolore sembra affievolirsi e progettano entrambe il loro futuro. Per una volta, le cose sembrano andare bene,anche se appena Yoshie si addormenta sogna il padre che prova a chiamarla dicendo: “Moshi moshi”, e comincia ad affligersi, pensando che l’uomo volesse chiamarla prima di morire e che non ci fosse mai riuscito…

Un romanzo di una sensibilità disarmante che, come sempre è tratto distintivo dell’autrice. Una storia semplicemente scritta, molto delicata ed allo stesso tempo intensa quasi da far male. Descrive una storia che, è un intreccio di vicende famigliari e sentimenti, emozioni umane complesse. Uno stile di scrittura semplice, pacato, tranquillo, molto scorrevole che, ci ricorda che nessuno conosce veramente chi ha di fronte anche se lo conosce da molto tempo… Un romanzo che ci fa riflettere sulle piccole e sulle grandi cose della vita, sulla gioia e sul dolore. Una splendida Banana Yoshimoto, come sempre che, non riesce mai a deludere il suo pubblico.

VOTO:4/5

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