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venerdì 14 dicembre 2012

"MISERY"-STEPHEN KING


“MISERY”-STEPHEN KING

-Titolo: Misery
-Autore: Stephen King
-Traduttore: TullioDobner
-Casa Editrice:Sperling &Kupfer
-Data di Pubblicazione:1988
-Pagine:383
-Prezzo:7,80 euro



"Gli scrittori ricordano tutto, Paul. Specialmente quello che fa male. Denuda uno scrittore, indicagli tutte le sue cicatrici e saprà raccontarti la storia di ciascuna di esse, anche della più piccola. E dalle più grandi avrai romanzi, non amnesie. Un briciolo di talento è un buon sostegno, se si vuol diventare scrittori, ma l'unico autentico requisito è la capacità di ricordare la storia di ciascuna cicatrice. L'arte consiste nella perseveranza del ricordo."

(Misery, Stephen King 1987)

SINOSSI:

Protagonista del romanzo è Paul Sheldon, scrittore di fama internazionale, conosciuto soprattutto per le vicende della sua eroina romantica, “Misery”. Coinvolto in un incidente stradale, viene salvato dall’intervento provvidenziale di una ex-infermiera, Annie Wilkes. Lei lo porterà al sicuro, lo curerà, gli darà da mangiare, e si rivelerà la sua fan più sfegatata.
Qualcosa di morboso, tuttavia, caratterizzerà questo rapporto: Annie incomincerà ad abusare, fisicamente e psicologicamente, dello scrittore, lo terrà incatenato al letto, gli impedirà di uscire, di ribellarsi, arriverà finanche a tagliargli un piede per costringerlo alla prigionia. E, soprattutto, lo obbligherà a bruciare il suo ultimo romanzo, in cui l’autore aveva ‘ucciso’ la famosissima “Misery”, per obbligarlo a scriverne uno nuovo, in cui l’eroina è ancora viva, nonché protagonista indiscussa delle sue storie.

RECENSIONE:

Terzo romanzo che leggo di Stephen King è proprio “Misery”, un romanzo che, aspettavo di leggere da moltissimo tempo e che, ho divorato in una serata!
Vincitore del Premio Bram Stoker, “Misery” è un thriller-noir scritto nel 1987, davvero ottimo sia per quanto concerne la trama che per lo stile. Nel romanzo possiamo ritrovare alcuni stilemi classici della letteratura kinghiana: l’immobilità, l’incapacità di muoversi, la costrizione fisica, il soffocamento, la claustrofobia. Mi sono documentata ed ho scoperto che,g li anni 80, non furono un periodo felice per il nostro scrittore, la dipendenza dalla cocaina lo portò a scrivere questo romanzo sotto l’effetto di stupefacenti.
Sono rimasta stupitissima ancora una volta di come, King, riesca a proiettarci nella situazione che, ci racconta all’interno del libro. Mi sono ritrovata quindi, vicino ad Annie e Paul Sheldon, sono riuscita a provare emozioni molto forti come quelle provate dallo scrittore ferito e ho provato paura nel ritrovarmi accanto ad Annie durante le sue crisi di pazzia.
Misery è un meta-romanzo, in quanto, parallelamente alla storia dei due protagonisti, noi lettori possiamo seguire la loro avventura; la narrazione è alternata da momenti di staticità e di dinamismo, di stati di follia estrema e di lucidità, di incubo, orrore e di favola… King lo trovo per quel poco che, ho letto di suo, davvero geniale, anche in questo romanzo è riuscito ad estrarre l’orrore da elementi fin troppo comuni come un ex infermiera, in questo romanzo non troverete esseri soprannaturali o mostri ma, bensì “solo” esseri umani.

 Misery è anche un film del regista Rob Reiner del 1990, in Italia col titolo “Misery non deve morire”, un’ottima trasposizione, a parer mio del romanzo di King. Con James Caan nella parte di Paul Sheldon, e Kathy Bates nella parte di Annie Wilkes (vincitrice dell’Oscar come miglior attrice).


Ancora una volta sicuramente vi posso affermare che, continuerò a leggere con estremo piacere gli altri romanzi scritti da questo fantastico autore, dal quale non riesco proprio a staccarmi, spero che leggerete questo romanzo!

VOTO:5/5



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