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giovedì 1 novembre 2012

Recensione di:


“MIDDLESEX”-JEFFREY EUGENIDES

-Titolo: Middlesex
-Autore: Jeffrey Eugenides
-Traduttore: Katia Bagnoli
-Casa Editrice: Osca Mondadori contemporanea
-Data di pubblicazione: 2002
-Pagine: 602
-Prezzo: 9,80€


(Premio Pulitzer nel 2003)
TRAMA:

Calliope Stephanides, rara specie di ermafrodito, ha vissuto i primi anni della sua vita come bambina, fino a quando l'arrivo della pubertà l'ha sottoposta a inevitabili trasformazioni. Responsabile della sua 'eccentricità biologica' è un gene misterioso che attraversa come una colpa tre generazioni e che ora si manifesta dando inizio all'odissea di Callie: un viaggio che ci proietta nei sogni e nei segreti della famiglia Stephanides, tra furbi imprenditori e ciarlatani, sagge donne di casa e improbabili leader religiosi, in un alternarsi di nascite, matrimoni, scandali e segreti, che dalla Turchia ottomana si trasferisce nell'America del Proibizionismo e della guerra, dei conflitti razziali e della controcultura, del Vietnam e del Watergate. E' un mito contemporaneo quello che Eugenides ci racconta, un romanzo di trasformazioni che affronta i temi più dibattuti dell'epoca moderna, da quello dell'identità a quello del tempo, in una sublime combinazione di elegia, avventura e analisi storico-sociale.


RECENSIONE:

Il libro è ambientato a Detroit e racconta la storia di Cal, Calliope Stephanides. Narrato in prima persona da lui stesso, in un modo particolare, come se fosse quasi un narratore onnisciente. La narrazione non segue un asse temporale lineare in quanto, si spinge indietro nel tempo sino all’anno 1922, in cui ritroviamo la nonna del protagonista, durante la sua giovinezza. Gli argomenti della narrazione non seguono un filo logico ma, sono legati l’uno all’altro da delle associazioni, infatti Calliope per spiegarci le ragioni del suo essere ermafrodita, parte dalla storia dell’innamoramento dei suoi nonni paterni.

Middlesex, non è però solo una storia familiare ma, è anche un grande approfondimento sulla Turchia inizialmente e poi, sull’America, dagli anni venti in poi. Vediamo infatti raccontate le vicende dei nonni di Cal, le loro difficoltà nel trovare lavoro in questo nuovo mondo, ci viene descritta la loro vita, i loro problemi.

Per l’autore, raccontare la storia di Calliope, è solo un pretesto per parlare dell’America,prende ad esempio una storia di vita per inserirla in un contesto socio-culturale molto più ampio e complicato. Racconta infatti delle industri Ford, dell’inserimento degli immigrati, il proibizionismo, il razzismo…
Considero questo libro come un libro ottimo, di un autore di cui cercherò di scoprire molto di più da questo momento in poi, un libro ottimo sia per quanto riguarda la scrittura e il suo stile personale che, per la trama e il messaggio che ci vuole far arrivare. Uno dei libri migliori che io abbia mai letto e che consiglio vivissimamente a tutti!

VOTO: 4/5

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